Quanto costa un impianto elettrico a norma?

Come deve essere un impianto elettrico a norma? Quali sono le sue caratteristiche, quali le certificazioni necessarie che impone la normativa vigente, ma, soprattutto, quanto costa?

 

Ecco quanto costa un impianto elettrico a norma

 

Cosa si intende per impianto elettrico a norma?

Quanto è importante un impianto elettrico a norma? Stai per comprare casa e l’impianto elettrico, così come quello idraulico, lo stato generale dell’abitazione e tanti altri elementi, sono aspetti importanti da tenere in considerazione prima di fare un investimento così importante sull’immobile di tuo interesse.

 

Anche se non stai cambiando casa, ma desideri stare più sereno nel luogo in cui vivi, è giusto che tu sia certo di avere un impianto elettrico a norma.

 

Ma come fai a capire se il tuo impianto elettrico è a norma? Sono tante le cose che possono aiutarti a capirlo, anche piccoli segnali di cui tu, a volte, non riesci a comprendere la causa, come, ad esempio, un contatore che salta di continuo, dei cavi elettrici a vista (non coperti e sistemati, come dovrebbero, all’interno della canalina), o delle prese non fissate stabilmente al muro.

 

Sei sicuro, per fare qualche altro esempio, che il tuo impianto elettrico sia stato realizzato da una società certificata? L’impresa dovrebbe averti rilasciato, a fine lavori, una dichiarazione di conformità dell’impianto. E poi, il tuo impianto è provvisto di un differenziale (noto soprattutto come salvavita) e  di un interruttore magnetotermico (il dispositivo di protezione dai sovraccarichi)?

 

Come deve essere un impianto elettrico a norma? Tieni sempre presente che un impianto elettrico a norma deve essere fatto a regola d'arte per garantirti la sicurezza di cui hai bisogno nella tua casa, e quindi prevenire il rischio di incendi o di folgorazioni.

 

Quali sono gli aspetti che devi prendere in considerazione per avere un impianto elettrico a norma? Ecco da dove partire:

 

 

Impianto elettrico a norma: cosa dice la legge

 

Un impianto elettrico a norma deve rispettare tutte le normative che disciplinano il settore. L’impiantistica elettrica deve, quindi, rispondere alle indicazioni date dal Comitato Elettrico Italiano. La legge fa particolare riferimento a:

 

  • la norma CEI 64-8: si applica agli impianti di bassa tensione (utilizzatori a tensione nominale non  superiore  a 1000 V in corrente alternata e a 1500 V in corrente continua), specifica i criteri di sicurezza, le dotazioni minime, le verifiche e le manutenzioni da rispettare;
  • la variante V3, introdotta nel 2011, alla norma CEI 64-8: le sue principali novità riguardano l’adozione di una classificazione degli impianti elettrici in tre livelli, con regole che sono da applicare agli impianti di unità immobiliari a uso residenziale. Grazie a questa classificazione, puoi scegliere cosa far installare nel momento in cui vuoi rinnovare o cambiare il tuo impianto elettrico;
  • il DM 37-08: il decreto ministeriale a cui si fa riferimento per la progettazione impiantistica.
  • la Legge 5 marzo 1990, n. 46: ha stabilito che solo tecnici qualificati e progettisti abilitati possono progettare, installare e certificare impianti elettrici. Inoltre dal 1990 è obbligatorio l’interruttore differenziale di sicurezza, a cui va abbinato l’interruttore magnetotermico, un dispositivo di protezione dalle sovratensioni.

 

Un impianto elettrico a norma non solo deve essere conforme alle prescrizioni normative, ma deve anche essere adeguato alla potenza impegnata all’interno di quella determinata abitazione. Questo vuol dire che più è grande l’immobile maggiore sarà la potenza necessaria. Per un appartamento di medie dimensioni (che va dai 75 ai 90 mq) la potenza impegnata si aggira intono a 3kW.

 

Impianto elettrico a norma: schema e livelli

 

Sono diverse le tipologie dello schema di un impianto elettrico a norma:

 

  • schema semplice unifilare di montaggio: è formato da una sola linea che rappresenta i conduttori;
  • schema multifilare di montaggio: ogni conduttore è segnato con una linea diversa;
  • schema funzionale: rappresenta come funziona un certo componente rispetto all’intero impianto;
  • schema di principio: raffigura come funzionano i componenti elettrici, ma in maniera molto semplice;
  • schema topografico: rappresenta com’è disposto ogni elemento dell’impianto e tiene conto anche dei cavi usati.

 

È fondamentale avere un progetto dello schema elettrico e, quindi, realizzare degli elaborati grafici dove sono indicati tutti i componenti elettrici. Ricordarti che i cavi elettrici e i dispositivi collegati devono rispettare le caratteristiche minime affinché venga garantito un funzionamento in sicurezza.

 

Sono tre i livelli qualitativi di un impianto elettrico a norma, così come individuati e definiti dalla Variante V3 alla norma CEI 64-8:

 

  • 10 Ampere: la sua funzione è quella di alimentatore e di gestione dell'illuminazione;
  • 16 Ampere: serve per le prese di corrente;
  • 12 V: è indispensabile per i circuiti di chiamata.

 

I tre livelli dettano specifiche regole su quelli che sono gli standard minimi delle prestazioni che devono essere fornite dagli impianti elettrici di ultima generazione, in modo da garantire il massimo standard di sicurezza a chi utilizza l’impianto.

 

Impianto elettrico a norma: costo

 

Se per avere un impianto elettrico a norma stai valutando di rifarlo totalmente, piuttosto che fare continui interventi di manutenzione per ottimizzare o mantenere efficiente il tuo impianto, tieni conto che puoi usufruire degli incentivi statali. Questa spesa rientra nelle detrazioni fiscali per gli impianti elettrici (50%).

 

Il costo di un impianto elettrico a norma varia in base a tanti fattori, tra i più importanti ci sono i metri quadri della casa in cui devi installare l’impianto e la presenza di dispositivi di nuova generazione, come: un impianto di domotica, di videosorveglianza o con videocitofoni.

 

Costo di un impianto elettrico a norma

 

Puoi avere un'idea più precisa del costo di un impianto elettrico a norma se ti fai redigere dalla società che vuoi incaricare per questo lavoro, un Computo Metrico Estimativo (CME), che ti permetterà di stimare la consistenza degli interventi da fare, e che ti darà anche un elenco di tutti i componenti e dispositivi da installare. Questi elementi ti permetteranno di avere un preventivo, che includerà chiaramente anche i costi della manodopera.

 

Qual è, quindi, il costo di un impianto elettrico a norma? Mediamente il costo di un impianto elettrico a norma completo si aggira intorno ai 50-60 euro per punto luce.

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